|
Poesia Concreta, Poesia visiva, Fluxus, Concept Art. Poesia concreta: Negli anni Cinquanta si sviluppa in più paesi contemporaneamente – Svizzera, Brasile, Austria e Germania – un fenomeno artistico che diviene noto con il nome di Poesia Concreta. In modo simile all’Arte Concreta degli anni Trenta al centro di questa ricerca artistica vi sono prevalentemente aspetti di carattere formale e compositivo. Se nell’Arte Concreta ci si serviva di forme geometriche, linee e colori, nella Poesia Concreta il mezzo principale è costituito da materiale testuale privato delle sua funzione referenziale ad oggetti della realtà. Lettere alfabetiche, parole o frammenti di frasi vengono quasi esclusivamente utilizzati in forma stampata e per le loro caratteristiche visive. I fratelli De Campos e Decio Pignatari (Brasile), Eugen Gomringer (Svizzera), Gerhard Rühm e Friedrich Achleitner (Austria), Franz Mohn (Germania) e altri iniziano nella prima metà degli anni Cinquanta a lavorare con l’aspetto visivo delle parole, con il loro suono e significato. Una delle prime raccolte di poesie è intitolata significativamente ”Konstellationen” (Costellazioni): le parole, sottratte al loro contesto sintattico, vengono ricombinate in una composizione visiva. Al posto della frase vi è la superficie sulla quale parole o lettere si muovono ora liberamente. Nascono opere che si collocano al limite tra arte e poesia. Gli spunti degli artisti/poeti citati vengono ben presto raccolti da colleghi austriaci (tra i quali Heinz Gappmayr), italiani (Ugo Carrega, Arrigo Lora-Totino) e giapponesi (Nikuni, Takahashi) che sono presenti in mostra con alcune opere. Dal punto di vista storico artistico la prassi della Poesia Concreta si rifà alle ”parole in libertà” dei Futuristi degli anni Venti. Questi a loro volta si sono ispirati a Mallarmé e al suo ”colpo di dadi” (1898) per sviluppare una poesia libera dalla sintassi. Mentre i Futuristi sono ancora interessati ad un rafforzamento dell’espressività, i rappresentanti della Poesia Concreta mirano alla creazione di strutture linguistiche in ultima analisi astratte. Non intendono esprimere sentimenti ”poetici” in senso tradizionale. I testi dovrebbero essere qualcosa di simile a oggetti d’uso o visivi. La loro riduzione a poche parole dovrebbe condurli ad essere compresi in tutto il mondo in modo paragonabile ai cartelli stradali. Poesia visiva: I confini tra Poesia Con-creta e Poesia Visiva sono in realtà poco definiti. In entrambe i fenomeni il linguaggio viene generalmente sottratto al contesto sintattico e presentato su una superficie in modo da rispondere ad esigenze visive. Questo procedimento assegna a ogni singolo elemento linguistico, che altrimenti verrebbe assorbito dalla frase o dalla pagina, un nuovo significato. Alcune opere non possono essere attribuite univocamente ad uno o all’altro genere. Vi sono artisti che hanno praticato entrambi i campi di ricerca. Se negli anni Cinquanta la Poesia Concreta pare sostenere una posizione critica per il fatto di negare la concezione tradizionale di poesia, la Poesia Visiva degli anni Sessanta e Settanta spesso giunge ad esprimere significati politici per mezzo della contami-nazione di immagini e testi. Tendenzialmente i testi di Poesia Visiva si servono maggiormente di elementi figurativi quali fotografie, pittura e oggetti. Nel caso di scritti autografi si riscontrano affinità con il disegno. In confronto con la Poesia Concreta, la cui tipologia è sostanzialmente più rigida e semplice, nella Poesia Visiva vi è una varietà quasi illimitata di forme miste possibili di arte e linguaggio. Alla base vi è in ogni caso la convinzione che con la combinazione di parola e immagine, si tratta quindi di una forma d’arte mista, sia possibile fare affermazioni che né il linguaggio, né l’immagine da soli sono in grado di esprimere compiutamente. Questa capacità compositiva costituisce l’elemento di forza e fascino dei testi visivi. Dal punto di vista estetico questo tipo di testi sollevano però il problema di una giustapposizione immediata che impedisce la fusione di lettura e vista. Non pochi tra gli artisti in mostra hanno percorso la via che li ha condotti ai testi visivi passando per la poesia contemporanea. A questa si aggiungono le influenze dei movimenti avanguardistici degli anni Venti, come ad esempio i collages dei Dadaisti vicini a Kurt Schwitters e Hannah Höch. Mentre i confini tra i generi scomparivano progressivamente, i poeti delle avanguardie giungevano a risultati radicali analoghi ai quelli dei loro colleghi degli ambiti figurativi. E’ da notare che agli approcci della poesia, che in letteratura si evolvevano in direzione del visivo, è stata prestata molta meno attenzione che nell’arte.
|