|
L’origine della scrittura si perde nella notte dei tempi. Secondo gli antichi essa era, invero, un dono dègli dei. La scrittura è la manifestazione visibile della parola, che rappresenta il simbolo più puro della manifestazione dell’essere. E così Baldrini ripercorre, in chiave psicologicaesoterica il significato simbolico dei segni grafici in un iter affascinante e misterico. La psicologia del profondo insegna che nello scrivere a sinistra è simbolizzato il femminile, la notte, il ritorno al passato, a destra il sociale, il giorno ecc. Bachofen, famoso storico svizzero, a tal proposito, nel libro Simbolismo delle sepolture, scrisse: «La. potenza magica risiede nella mano sinistra, la potenza terrestre nella mano destra; la sinistra appartiene al potenziale femminile e passivo, la destra al potenziale maschile e attivo della natura. Baldrini, come un antico alchimista, nel suo laboratorio - fucina opera queste trasformazioni alla ricerca della lingua primigenia. quella dell’anima, l’alfabeto dei paradiso. E risaputo che in Egitto la scrittura rappresentava l’immagine del divino. Gli antichi sacerdoti egizi, oltre a celebrare i riti, provvedevano anche all’insegnamento della scrittura, la cui conoscenza era ritenuta necessaria alle celebrazioni delle cerimonie. L’esoterismo musulmano identifica. i segni dell’alfabeto col corpo di Dio. In India le lettere dell’alfabeto simbolizzano le parti del corpo di Sarasvati, shakti di Brahma, divinita’ che presiede anche alla parola (lipidevi). Lo scrivere era considerato una vera e propria operazione magica, che ripeteva il gesto iniziale del Demiurgo. Maurizio Baldrini studia -scompone-ricompone le strutture dell’alfabeto in modo sottile. «Le lettere sacre’ presso gli antichi, costituirono una grande corrente teorica nella quale, all’inizio, si fusero quattro fonti distinte: la filosofia greca, la gnosi, la mistica ebraica e, in modo particolare, la cabala, e finanche il cristianesimo l’artista dopo aver snaturato le lettere dell’alfabeto ne ricerca nuove strutture. Non e da poco questo grande sforzo alla ricerca, dell’identità perduta del linguaggio scritto Pino cosco
|
|
|