( ! ) Warning: include() [function.include]: URL file-access is disabled in the server configuration in /home/museooit/public_html/93101.php on line 7
Call Stack
#TimeMemoryFunctionLocation
10.0006120560{main}( )../93101.php:0

( ! ) Warning: include(http://crea.wide.it/counter.php?userID=27796&key=aaaaa02b01c9d979d1a949eaed4dd22c) [function.include]: failed to open stream: no suitable wrapper could be found in /home/museooit/public_html/93101.php on line 7
Call Stack
#TimeMemoryFunctionLocation
10.0006120560{main}( )../93101.php:0

( ! ) Warning: include() [function.include]: Failed opening 'http://crea.wide.it/counter.php?userID=27796&key=aaaaa02b01c9d979d1a949eaed4dd22c' for inclusion (include_path='.:/usr/lib/php:/usr/local/lib/php') in /home/museooit/public_html/93101.php on line 7
Call Stack
#TimeMemoryFunctionLocation
10.0006120560{main}( )../93101.php:0
mail art

 

Mission    Galleria   semi di Duchamp   Associati    Regala  Diventa Collezionista 

home

 

 

L’opera in questione e’ (lettera catalogo mail art) Creata da Maurizio Baldrini nel 1990/91 non e’altro che la trasposizione di informazioni, fatte circolare gratuitamente con un francobollo virtuale*. In contemporanea delle ricerche e sviluppo dell’E.MAIL e delle sperimentazioni elettriche/informatiche che si evolvevano in quegli anni e tutto oggi.

La cosa che colpisce e’ la forma di trasmissione gratuita che l’opera ha in se. Come le E MAIL che hanno scavalcato il dominio delle poste arrivando in un attimo, gratuitamente e con inserzioni di LINK che ti portano altre informazioni multi mediali.

L’opera/azione  del1990 era un foglio A4 piegato in due  che formava una cartolina,quella del 1997 consisteva di un foglio di A3 piegato in tre  formato cartolina gli spazi si componevono in 16 parti, due parti erano usate per simulare la cartolina postale tipo una facciata per un’immagine tuttospazio una per l’indirizzo con il messaggio (disponibile a contatto) spedita a circa 50 gallerie italiane ed europee, e ad amici. Gli altri 14 spazi erano xerografie di assemblaggi piu’ curriculum e note biografiche, spillate e inserite nelle cassette postali.

 

 

 arte postale mail art

 

 

Non ultima operazione, una brochure del 2005 della mostra poesie concrete e altre dissociazioni avente sempre un francobollo nonreale con la scritta arte prioritalia

se vuoi posso mandartela in cambio di una piccola donazione

 

 

 brochure con bollo d'artista

 

 

mailart aprile 2008 brochure autospedita con timbro postale sul retro

 

Mail Art

La mail-art, o "arte postale" è, più che una tendenza artistica, una esperienza nata dalla costola dell’arte di comportamento e concettuale degli anni Sessanta: in particolare dallo spirito del gruppo Fluxus, il vivace movimento internazionale che si distinse per una serie di azioni, interventi, creazioni di spirito neodadaista. Da Fluxus viene l’americano Ray Johnson, che nel 1962 mandò per posta i suoi lavori nel mondo ("Add to and return to") e fondò la New York Corrispondance School of Art. scuola d’arte "per corrispondenza" nella quale non solo gli elaborati spediti per posta, ma le buste, i francobolli, i timbri finirono per confluire nell’operazione artistica. Ma è stato uno dei massimi esponenti dell’arte concettuale americana, On Kawara, a conferire aura di progettualità ad una intuizione nata come gioco eversivo ai margini del sistema: con le operazioni "I got up" del 1969 (cartoline postali inviate tutti i giorni per 4 mesi ad artisti, critici, amici, con l’indicazione dell’ora in cui si era alzato da letto) e "I am still alive" del 1970 (telegramma inviato a Sol Lewitt, che ne trasse 74 variazioni). In questo modo la mail art si precisava come l’ala più mobile e più "democratica", per così dire, di un’arte che rifiutava gli oggetti per affidarsi a messaggi immateriali, ad operazioni sul linguaggio della comunicazione. Di qui una vasta diffusione della mail art, con la nascita di gruppi in relazione, la costituzione di archivi. Una crescita che ha resistito alla crisi della cultura concettuale negli anni Ottanta: sia per incroci con altre esperienze come la poesia visiva, sia avvalendosi di nuove tecnologie della comunicazione, come la fotocopiatrice. Ma soprattutto il fax (tanto che è nata una sottospecie della mail art, la fax art con i suoi operatori e le sue manifestazioni). Nuovo impulso peraltro ha ricevuto la mail art da Internet. Infatti la posta elettronica, abolendo distanze spaziali e temporali, arricchendo i messaggi con gli ipertesti, ha consentito alla mail art un salto di qualità anche concettuale. In sostanza essa è oggi più che una variante forte della net art, ne costituisce un pilastro. Lo dimostrano le operazioni di mail art proposte in grandi mostre internazionali come Documenta a Kassel e Manifesta a Francoforte, con banchi telematici a disposizione anche del pubblico o allestimento di chioschi per la ricezione-diffusione dei messaggi. Ne esce rafforzata la motivazione originaria di questa esperienza: quella di proporre un’arte diffusa fuori dagli schemi del sistema, accessibile a tutti, che offre più che opere e prodotti, processi mentali, stimoli creativi, scambi di idee. Un’idea forse effimera dell’arte, ma ben a passo coi tempi. E col suo pedigree storico: le radici della mail art sono infatti anch’esse da ricercare nelle avanguardie dadaiste e futuriste del primo Novecento.

 

 blog dissociazione

      

 home
 ciao