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artista dissociato
 sponsorizza museocoevo

Maurizio Baldrini, nato a Catanzaro nel 1961, consegue il Diploma di maturità in Arti Applicate presso l'Istituto Statale d'Arte di Squillace (CZ) e si Diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Catanzaro.


L'ambiente culturale e il contesto socio-politico di questo ultimo quarto del XX secolo, determinano in maniera incisiva la personalità di Maurizio Baldrini. In una società post-moderna esasperata dal consumismo e da varie crisi di valori

gli anni adolescenziali dell'artista sono permeati dalla musica psichedelica dei Pink Floyd e dei Beatles, del Rock progressivo e dai Cantautori del mito dei viaggi in oriente, delle comuni dei figli dei fiori, dalle contestazioni del '77 all'autonomia femminista e al rifiuto dei punk in anni di piombo per lo Stato italiano.

 

Le prime produzioni artistiche sono le poesie legate ad una grafica surreale e ispirate a De Chirico e Max Ernest per poi approfondire il percorso con gli insegnamenti di Picasso, Duchamp, Rauschemberg, Manzoni e altre influenze decodificandone i linguaggi e i messaggi fino ad assorbirli e reinterpretarli con il suo vissuto e la sua personalità.


Si dissocia culturalmente dalla sua città nel 1999 

Con l’intento di non esporre più sue opere

Dal 2001 cura il sito web netdada www.museocoevo.it

Nel 2003 presenta la poesia dada di dissociazione/associazione

Vidimata dai 4 piu’importanti musei  d’ Amsterdam

   

Da qui la recente dissociazione con un’opera in soli 100 esemplari

Distribuita durante l’antologica del maestro Mimmo Rotella, tenutesi a Catanzaro nel novembre del 1999

L’opera era (la rivista autoprodotta) VRTESTUDIO CIBERDADA come strumento di

Estraniamento Denuncia, e presenza d’artista nella celebrazione d’artista

Io contestavo il modo di operare molto nepotistico dell’amministrazione del sindaco pro tempore S.Abramo.

Visto il mio precedente ricorso al T.A.R. calabria(vedi cronaca catanzaro luglio settembre 1999)

 E le mie oltre venti domande di sovvenzione per progetti culturali tutte protocollate e disattese

 (visibili a richiesta)

Lo scopo provocatorio( la mia dissociazione)

Avente l’intento di non esporre più a Catanzaro

 

Maurizio Baldrini 2000

 

Io nel frattempo ho fatto ulteriori esperienze espositive sia in Italia che in America

ho letto è prodotto molte opere,

sono diventato socio fondatore dell' associazione culturale (Sinopia-Ganesa)

che coinvolge  parte degli artisti Catanzaresi,

ho organizzato delle collettive per l'associazione,ma il progetto che mi perseguita da parecchi anni  è sempre stato latente,  adesso che i tempi mi sembrano propizi, proprio per la loro omologata eteregenìa sono mesi che cerco di definire un progetto espositivo di eccezionale caratura culturale. Il progetto  denominato   Babele tra immagini e visioni 1990\2000 (il decennio dell'interconnessione )

 e prettamente legato al vincolo di contributo economico di enti pubblici o di privati sponsorizzatori 

Il progetto prevede l'archiviazione e la catalogazione di circa 200 artisti da inserire

su un supporto multimediale C D Rom e di veicolarlo su Internet 

il fine è quello della testimonianza culturale, che gli artisti Regionali 

hanno prodotto,in questa epoca di confusione e mutazione di costume tecno\culturale di apertura di frontiere e di omologazione economica

fare manifesto  l'operato di esimi  personaggi  vuole significare  che si dà il giusto spazio

 all'educazione culturale filtrata attraverso la ricerca e la tecnica personale del singolo artista. 

D'altronde in tutte le epoche gli artisti sono stati il termometro dei mutamenti culturali, grazie al loro ruolo alla loro fantasia che la finestra dell'immàginario

si è aperta, facendo intravedere i percorsi tecnologici attuali

 

maurizio baldrini  1998

 

altre dissociazioni

  • A dissociazione
  • pensiero randagio
  • dissociazioni
  •  maurizio 1996

    Le tecniche e le tecnologie di post-trattamento occupano un ruolo sempre più centrale nella catena produttiva. E' logico che la prima domanda che ci si pone ormai di fronte ad una immagine non riguarda né la sua struttura, né il suo senso, ma la sua origine: Da dove proviene? Chi la mostra? Da quale "bagaglio di immagini" è stata estratta? Nella nostra civiltà saturata di segni le immagini esistono quasi allo stato di natura. Alcuni artisti (tra questi Maurizio Baldrini) manipolano così "l'esser-già-stato immagine" delle cose. L'immagine e l'oggetto costituiscono così un punto di partenza, più che un obiettivo artistico, dove gli artisti funzionano come delle fabbriche di riciclaggio. Dato che le immagini preesistono ormai ad ogni operazione artistica gli artisti non le fanno più risalire dal fondo della loro interiorità, ma, reperendone le fonti, penetrando nel loro ambito, le estirpano dal contesto al fine di acclimatarle altrove. Le Decodificano e le Ricodificano.
    in Maurizio Baldrini l'azione creativa si svolge raccogliendo determinati materiali di largo consumo, usati dal fine raggiunto, manipolando immagini e altro materiale visivo. Un'opera simbolica è "l'albero della vita" del 1989: un'operazione concettuale di forza non comune, un'istallazione scultura formata di rotoli di cara e cartone con alla base un ceppo di legno, materiale creato e usufruito per scopi industriali/commerciali. Raggiunto il fine il materiale da escludere viene destinato al macero, qui l'artista interviene e ricontestualizza il tutto creando un albero con i materiali estratti dall'albero proponendo un concetto mentale a ritroso regolando il passaggio dal naturale al culturale. In questo modo la poetica dell'artista si impegna in primo luogo ad afferrare le immagini attraverso rapporti che uniscono il visibile, la materia e la loro intelleggibilità.

    dissociazioneCULTURALE

    dal prog. Utop genes

    a cura di m.baldrini

     

    il manifesto.

     

    Prevede la sovversione delle regole del gioco. E della Pubblica Amministrazione

    Asserisce che la legge della sintesi divina é quella ESATTA, i consigli  cristiano morali (ama il prossimo tuo come te stesso, non fare a gli altri quello che gli altri non farebbero a te) 

    sono la regola di tutti i DISSOCIATI

    IL POTERE AL BUON SENSO   lo slogan

    la dissociazione é gratuita.

    il dissociarsi con il nostro diritto al voto; o meglio raggiungere un quorum che  permetta di gestire la cosa pubblica cioè il bene comune di tutti  e crearci delle regole  a misura d’uomo. che prevedono la gestione del potere politico, amministrativo, economico, socioculturale, alle potenzialità circoscrizionali e rionali .Tramite una rete di informazioni gestita da gente competente e capace .

    il potere ai rioni con delegati capaci di qualità morali e sensibilità empatica da gestire gratuitamente o dietro minimo compenso.  le problematicità del quartiere e del singolo cittadino con decisione di voto ad essere partecipe a questo totale  RINNOVAMENTO GENERAZIONALE dove il terzo millennio apre alla comunicazione simultanea delle porte che sfociano nella complessità della comunicazione, dove l’interpretazione e la regola principale, dove il buon senso dovrebbe prevalere su impacci burocratici  superati. Dove l’incompetenza regna sovrana a discapito nostro

     

    senza di te il progetto utop génes non si può realizzare,

    vedi com’e importante la tua collaborazione spontanea ...   

     dissociati anche tu

     

      

    era il 1985 quando curai la mia prima mostra dal titolo emblematico "Denuncia"

    fù un evento che raccolse  oltre 500  persone

    collaborarono con me Mimmo Sorrentino e Nicola Parrotta per le fotodenuncie

    Antonio Froio per la grafica, Umberto Crocetti  per la correzione e scelta di testi

     

    la mostra esponeva oltre cento poesie , brani Biblici , 30 fotografie,tre grafiche su

    carta 100x70  e sette grafiche surreali di piccole dimensioni

    il tema focale della mostra era incentrato sul disagio socio\culturale che si viveva

    all'epoca a Catanzaro

    venivano evidenziati gli ambiti della degradazione  nella mancanza di spazi

    di aggregazione e discussione su tematiche che spaziavano

    dall'adolescenza ,al disagio giovanile,dalla tossicodipendenza con gli annessi, alla carenza di spazi destinati alla Cultura

    dall'inassistenza degli anziani ,alla imperante disoccupazione .

    I temi venivano trattati in chiave espressivamente provocatoria nei confronti della

    classe politica dell'epoca e della chiesa

     i mezzi furono di un autotassazione estrema, 

    comunque capiì ,che era stato solo un eroico tentativo di coinvolgimento popolare

    che i tempi non erano quelli per sensibilizzare l'opinione pubblica.

    Mi auspicavo che quando la classe politica al potere potesse essere della  mia generazione culturale, le cose sarebbero cambiate

     Anche se sono passati 15 anni e l'Europa e il globo

    intero sono artefici di grossi rivolgimenti politico\economici dettati da un epoca

    di coinvolgimento tecno\informatico che stà modificando tutta la cultura del pianeta 

    con l'imperativo della connessione multimediale forse e arrivato il momento

    di comunicare  con opinioni differenti e omogenee, usare il media per eccellenza  il proprio P.C. collegato a INTERNET per la risoluzione di quei programmi avvolti da altri anche più gravi e di estrazione è provenienza  culturale diversa.

    il trovare soluzioni ai problemi resta nelle mani di gente INCONPETENTE

    che se non è idonea a tali ruoli, abbia il coraggio di essere autocritico e coinvolga

    persone autorevoli a tali scopi. 

     

     

     museocoevo netdada