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1962 Manzoni è prende parte a due mostre del Gruppo Zero (Anversa e Berna) e partecipa con grande fervore progettuale alla "Exspositie Nul", organizzata dall'amico artista Henk Peters presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam. La tematica della sparizione dell’opera d’arte fatta propria da Henk Peters e dagli organizzatori della mostra, era stata anticipata da Manzoni nel "Manifesto contro niente per l’esposizione internazionale di niente" (pubblicato a Basilea nel 1960 e firmato insieme a Bazon Brock, Enrico Castellani, Rolf Fenkart, Carl Laszlo, Mack Onorio, Piene e Herbert Schuldt.) 1963 Il 25 gennaio si apre alla Galerie Smith di Bruxelles una mostra monografica dedicata all’opera di Manzoni.
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Piero ManzoniDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Piero Manzoni (Soncino, 13 luglio 1933 – Milano, 6 febbraio 1963) è stato un artista italiano attivo nel panorama artistico nazionale ed europeo, famoso per i suoi "Achrome" e "Merda d'artista". BiografiaIl padre Egisto è originario di Lugo di Romagna e la madre Valeria Meroni è originaria di Soncino. Cresce a Milano, dove terminati gli studi classici presso i Gesuiti, nel liceo milanese Leone XIII, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera. La sua famiglia frequenta Lucio Fontana, fondatore dello spazialismo, reso celebre dai suoi buchi e tagli sulla tela. I suoi primi lavori sono paesaggi e ritratti di stampo tradizionale, dipinti servendosi di colori ad olio. Nel 1955 inizia a produrre dipinti con impronte di oggetti banali (chiodi, forbici, tenaglie ecc.), trattando la superficie della tela come campo di ricezione della realtà. L'anno successivo partecipa alla "IV Fiera mercato" del castello sforzesco di Soncino e pubblica il primo manifesto Per la scoperta di una zona di immagini. Un testo breve, ma importante, nel quale l'artista anticipa alcuni punti essenziali del lavoro che svilupperà successivamente in altri documenti. Nel 1957 espone, insieme a Ettore Sordini e Angelo Verga, in una collettiva alla galleria Pater di Milano e pubblica il manifesto Per una pittura organica. È inoltre cofirmatario del Manifesto contro lo stile con il Gruppo Nucleare, con il quale espone alla mostra "Movimento Arte Nucleare" presso la galleria San Fedele di Milano. Inizia a lavorare sulle tele dal titolo Ipotesi, con materie come il gesso e la colla. Nel 1958 mette a punto le "tavole di accertamento" e gli "Achromes" (in francese: incolore). Questi ultimi si presentano come tele o altre superfici ricoperte di gesso grezzo, caolino, su quadrati di tessuto, feltro, fibra di cotone, peluche o altri materiali. Espone alla Galleria Bergamo e tiene una personale alla Galleria Pater di Milano con Enrico Baj e Lucio Fontana noto per lo Spazialismo cui dà inizio con il noto 'taglio' nella tela che simboleggia il superamento della bidimensionalità della tela del pittore attraverso l'irruzione della lama che usa in una 'terza dimensione' possibile e simbolica; fu il fotografo e teorico Ugo Mulas ad immortalare quel gesto nello studio milanese di Fontana, come riuscì a cogliere altri nomi di portata internazionale nei propri 'atelier' negli USA.
![]() Nel 1959 abbandona definitivamente il gruppo dei Nucleari, mentre stringe nuovi legami con Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani. Con quest'ultimo fonda poi la rivista Azimuth, dove compaiono scritti di Balestrini e Sanguineti e illustrazioni di Klein, Pomodoro, Rauschenberg, Jasper Johns, Piero Dorazio, Novelli e Angeli. Sempre nel 1959, entra in contatto con il Gruppo Zero di Düsseldorf e, oltre a portare avanti la ricerca sugli "Achrome", inizia a creare oggetti concettuali come le "Linee" e progetta di firmare corpi viventi come opere d'arte, rilasciando certificati di autenticità (saranno poi intitolate "Sculture viventi" e tra le 71 che firmerà fino al 1961 compariranno anche Umberto Eco, Marcel Broodthaers e Mario Schifano). Produce 45 "corpi d'aria": banalissimi palloncini riempiti d'aria che poi diverranno "fiato d'artista". Espone alla galleria Il pozzetto di Albissola alcune "Linee", di varie lunghezze, alcune aperte, altre chiuse in scatole cilindriche nere con etichette arancioni e dicitura che riporta lunghezza, mese e anno di creazione, nonché certificati d'autenticità. Sul finire del 1959 apre, sempre con Castellani, il centro espositivo Azimuth; che diventerà tra gli spazi di produzione artistica più significativi nell'ambito delle ricerche anti-informali. Qui, nel 1960 espone insieme a Klein, Mack e Castellani in una mostra intitolata La nuova concezione artistica ed esce il secondo numero della rivista Azimuth su cui pubblica il testo Libera dimensione, nel quale teorizza la concezione di spazio totale.
![]() Il suo stile diviene sempre più radicale. Oltrepassa la superficie della tela e propone nuove opere sempre più provocatorie: realizza Scultura nello spazio; una sfera pneumatica di 80 cm di diametro, in sospensione su un getto d'acqua. Torna a produrre "corpi d'aria" che divengono Fiato d'artista; palloncini da lui gonfiati, sigillati e fissati su una base di legno. Continua a produrre "Linee", e il 4 luglio 1960 in Danimarca, grazie al mecenatismo di Aage Damgaard, crea la sua linea più lunga. (7200 metri) che sigilla in un cilindro di metallo cromato e seppellisce perché possa essere dissotterata per caso in futuro. Il 21 luglio 1960 presenta al centro espositivo Azimut una delle sue performance più famose: la Consumazione dell'arte dinamica del pubblico divorare l'arte. Sull'invito: Siete invitati il 21 luglio alle 19, a visitare e collaborare direttamente alla consumazione dei lavori di Piero Manzoni. L'artista firma con l'impronta del pollice alcune uova sode (bollite all'inizio della mostra) che vengono distribuite al pubblico e mangiate sul posto. Continua a lavorare agli "Achrome", che realizza servendosi dei materiali più disparati, e progetta la Base magica: un piedistallo firmato dall'artista che eleva al ruolo di opera d'arte ogni persona disposta a salirvici sopra. Espone con Castellani alla galleria La Tartaruga di Roma dove presenta altri "Achrome" e "sculture viventi" che firma in diretta. Ogni scultura è corredata da un documento di autenticità e da un francobollo colorato indicante la sua durata (simile al concetto di scadenza merceologica). Il 24 aprile, in occasione di una serata con Angeli, firma la sua scarpa destra e la dichiara opera d'arte, facendo lo stesso con una scarpa di Schifano. In maggio inscatola e mette in vendita 90 "Merde d'artista" da 30 gr. al prezzo di altrettanti grammi d'oro ciascuna. Realizza la seconda "Base magica" e la "Base del mondo"; un parallelepipedo in ferro (90 x 100 cm) installato nel parco della fabbrica Herning capovolto al suolo per eleggere il mondo ad opera d'arte. Continua a lavorare sugli "Achrome" e nel 1962 espone con il gruppo Zero allo Stedelijk Museum di Amsterdam
![]() Archivio Opera Piero Manzoni |
1957 29 Maggio. In occasione della mostra "Manzoni, Sordini, Verga" alla Galleria Pater di Milano, Piero Manzoni distribuisce il manifesto "L’arte non è vera creazione" (firmato insieme ad Ettore Sordini e ad Angelo Verga). 1958 Piero Manzoni prende parte a due mostre collettive insieme a Lucio Fontana, il fondatore dello Spazialismo, e a Enrico Baj, il fondatore del Movimento Nucleare: "Fontana, Baj, Manzoni" (in gennaio a Bergamo e in aprile a Bologna) e "L’avanguardia" (Galleria Montenapoleaone, Milano, dal 27 Maggio; con opere di Baj, Fontana, Manzoni, Picabia, Sant’Elia). 1959 Piero Manzoni, Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani espongono alla Galleria del Prisma (Milano, 16-28 febbraio) e a Roma, alla Galleria Appia Antica (3-15 aprile).
![]() 1960 Il secondo ed ultimo numero della rivista "Azimuth" (in cui compare il saggio di Manzoni "Libera dimensione") è pubblicato in occasione della mostra "La nuova concezione artistica" (Galleria Azimut, Milano, 4 gennaio – 1 febbraio; con lavori di Kilian Breier, Enrico Castellani, Oskar Holweck, Yves Klein, Heinz Mack, Piero Manzoni, Almir Mavignier). 1961 Il 22 aprile, Piero Manzoni e Enrico Castellani espongono alla Galleria La Tartaruga di Roma (Castellani & Manzoni). Qui Manzoni firma per la prima volta degli esseri umani (modelle nude o persone del pubblico) trasformandoli in Sculture viventi. Diventano opere d’arte Marcel Broodthaers, Umberto Eco, Emilio Villa, Henk Peters.
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